MINDFULNESS CONTINUM

Mantenere viva la pratica può non essere semplice i maestri suggeriscono di praticare in gruppo, di leggere i testi e di partecipare ad almeno un ritiro l’anno per poter rinvigorire la motivazione.

Con grande piacere vi informo della possibilità di avere uno spazio di condivisione mensile, dove ritrovarsi, ricentrarsi, ricominciare a praticare e approfondire ogni volta un tema che resterà tema di approfondimento per tutto il mese successivo.

la partecipazione è vincolata alla partecipazione ad un protocollo o a precedenti percorsi di pratica meditativa della tradizione vipassana.

primo incontro martedì 22 ore 20

Protocollo MBSR autunno 2019

Mercoledì 23 ore 20, vi aspetto per la presentazione del nuovo protocollo di riduzione dello stress. Sarà l’occasione per poterci confrontare e per farmi tutte le domande che riterrete necessarie per l’avvio del nuovo percorso.

qui di seguito qualche informazione.

PROGRAMMA MBSR

Il protocollo Mindfulness Based Stress Reduction (MBSR) , è un programma per la riduzione dello stress ed è stato ideato dal Prof. Jon Kabat Zinn alla fine degli anni ’70 presso l’Università di Worcester (Boston) Massachusetts.

Il programma è stato provato su più di 13.000 persone producendo effetti positivi sia sul piano fisico che mentale.

Navigare attraverso le difficoltà della vita con metodi che conducano a soluzioni efficaci è un’arte, la consapevolezza può guidare la nostra imbarcazione mettendoci in sintonia con le esperienze della vita attraverso l’ascolto del nostro corpo delle nostre sensazioni e dei nostri pensieri. Fornendoci quella padronanza per la gestione dello stress.

I partecipanti del programma MBSR, invece di alimentare lo stress rimanendo preda del vortice dei pensieri e delle emozioni, apprendono a restarvi vicino senza esserne travolti, trovando un posto di osservazione calmo da cui esplorare.

Questo lavoro richiede la pratica regolare dell’attenzione momento per momento, un’appropriazione di ogni istante della nostra esperienza, bella o brutta che sia, presenti a noi stessi.

Coltivando la consapevolezza si scoprono dentro di noi spazi di profondo rilassamento, calma e chiarezza.

Il programma MBSR è stata utilizzato per una varietà di patologie, quali:

– Disturbi da somatizzazione

– Dolori cronici

– Malattie cardiovascolari

– Cancro

– Malattie polmonari

– Ipertensione

– Cefalea

– Disturbi del sonno

– Disturbi d’ansia e attacchi di panico

– Disturbi digestivi connessi allo stress

– Malattie della pelle

– AIDS

Aiuta a coltivare una modalità di relazione decentrata verso l’esperienza, a disattivare intenzionalmente gli automatismi dei pensieri, a lasciar andare la tendenza alla proliferazione mentale liberandosi così da un compulsivo e doloroso rimuginio sulle esperienze dolorose

La sua applicazione è basata sulla pratica di meditazione orientale Theravada e si faranno esercizi di pratica formale (meditazione seduta, meditazione camminata, joga, body scan ecc) e pratica informale (attenzione consapevole alle attività quotidiane, mangiare, fare la doccia, pulire casa ecc.)

Il programma prevede un corso di 8 settimane per gruppi che si incontrano due ore a settimana.

Viene richiesto ad ogni partecipante un impegno simile ad un allenamento atletico, un’atleta che si allena per una gara non si può esercitare solo quando ne ha voglia o quando il tempo è buono, la continuità nella pratica è importante per raggiungere il risultato

E’ richiesto pertanto l’impegno di seguire gli esercizi fra un ‘incontro a l’altro che dovranno essere fatti giornalmente per 30-40 minuti.

Kabat Zinn dice “Non importa che ti piaccia, basta che tu lo faccia”, l’idea è che queste partiche entrino a far parte della vita del partecipante, diventandone un’abitudine.

La “Meditazione è osservare deliberatamente il tuo corpo e la tua mente, lasciando che le esperienze scorrano liberamente di momento in momento e accettandole così come sono. Meditazione non significa rifiutare i pensieri o bloccarli o reprimerli. Non significa controllare alcunché, eccetto la direzione della tua attenzione” (J.K.Zinn)

Numerosi studi hanno provato l’efficacia, riduce in particolare l’evitamento delle attività nei pazienti affetti da dolore cronico, ridimensionandone la disabilità e le patologie correlate come ansia e depressione. Si è osservato una significativa riduzione di complicazioni psicologiche relative a patologie mediche. Si sono osservati significativi riduzioni di aree affette da psoriasi, il risultato sembra ascriversi nella riduzione di ansia e stress legato alla sintomatologia.

Anche in soggetti malati di tumore si è osservato una riduzione della sintomatologia associata depressiva, ansiosa e relativa alla rabbia. E’ stata riscontrata anche una migliore qualità della vita

Prenotate il vostro cuscino.

 

Presentazione Protocollo MBSR

Vi aspetto mercoledì 17 gennaio, per una serata di presentazione del protocollo per la riduzione dello Stress. Sarà l’occasione per fare domande e per aprirci alla possibilità di iniziare questo percorso insieme.

Sull’accettazione

A mano a mano che il lavoro interiore di una persona si consolida, la dimensione dell’accettazione diventa più evidente.

E’ però importante non cadere in fraintendimenti grossolani circa la parola accettazione.

Corrado Pensa nel suo libro “la tranquilla passione” ci illustra come l’accettazione è restare aperti e morbidi alle cose che ci accadono, senza indurirci, in modo da rispondere ad una situazione invece di reagire.

Questa manovra di apertura interiore sembra semplice, ma non lo è affatto, implica molto tempo di tirocinio passato nella pratica di consapevolezza. Quando la nostra pratica ci porterà a comprendere che la sofferenza e il disagio che proviamo nella nostra giornata è spesso legato più alla difficoltà di accettare quello che ci accade che alla situazione in sè, comprenderemo che la rigidità e il rifiuto non ci rendono liberi. Ci imprigionano nei nostri abituali modi di reazione.

Un maestro di meditazione, Arnaud Desjardins, descrive l’accettazione come “essere d’accordo con ciò che succede”, è aderire completamente alla realtà così come si prospetta davanti ai nostri sensi.

Grande lavoro quello dell’accettazione, potrebbe richiedere tutta la vita, è un viaggio che ci porta a vedere la nostra non-accettazione, e il disagio che questo ci provoca.

Il primo passo quindi è vedere ogni volta che ci chiudiamo, guardare con gli occhi della curiosità e senza giudizio alla nostra non-accettazione. Se continuiamo ad osservarci con questi occhi piano piano sorgerà una fiducia e comprenderemo che la strada per arrivare all’accettazione passa proprio attraverso, come dice Pensa, un puntuale e sollecito contemplare la non-accettazione.

Così la frase che potremmo dire essere cruciale non è “sforzati di accettare” ma bensì sforzati di guardare meglio che puoi la tua non-accettazione”.

Così io mi siedo sul cuscino di meditazione e molto spesso osservo le resistenze della mia mente irrequieta che, con fatica resta sul momento presente e non posso far altro che restare con l’irrequietezza a dirmi, osservandola, che fatica la non-accettazione.

buona pratica di consapevolezza.

per approfondimenti vi consiglio il libro di Corrado Pensa “la tranquilla passione” edito da Ubaldini Editore.

 

Zero aspettative

 

Genitori consapevoli vuol dire essere coscienti di chi è nostro figlio. Non il figlio ideale o idealizzato, ma il figlio reale che è davanti a noi. Le aspettative non coscienti che nutriamo per i nostri figli possono distorcere il modo in cui vediamo la realtà e influenzare le nostre scelte di genitori e il nostro agire. Alcune di queste aspettative possono essere molto limitanti e causare grande sofferenza a noi e ai nostri figli.

Se impariamo a portare la nostra consapevolezza alle aspettative, ai giudizi e alle emozioni sottese, potremo agire verso i nostri figli richieste consone al loro essere.

Loro si sentiranno “visti” nella loro unicità e sostenuti nelle loro esplorazioni del e nel mondo.

“se volete che I vostri figli siano generosi, allora dovete prima permettere loro di essere egoisti. Se li volete disciplinati, dovete prima permettere loro di essere spontanei. Se li volete grandi lavoratori dovete prima permettere loro di essere pigri.

È una sottile differenza, difficile da spiegare a coloro che vi criticano. Una qualità non può essere appresa appieno senza capirne l’opposto. ” (the Parent’s Tao Te Ching)

Il Mandala e il non attaccamento

Ieri mi sono imbattuta per mia fortuna in una festa dove due monaci tibetani costruivano un mandala. Un mandala stupendi costruito con attenzione pazienza e cura e poi…. Pazientemente distrutto con una cerimonia dedicata alla distruzione.  Da brava occidentale attaccata al bello, ho  subito scattato una foto. Volevo fermare il momento, lasciare il ricordo di quello che i miei occhi avevano visto. Quello che ho fatto però è stato proprio quello che la cerimonia della distruzione del mandala cerca di  evitare “l’attaccamento”.  Il mandala è, nel contesto della cultura buddista, qualcosa di più di una potente metafora dell’impermanenza di tutte le cose. Esso è, prima di tutto, una pratica, un esercizio spirituale attraverso il quale il monaco impara a guardare la realtà per quello che essa è in realtà: un fenomeno passeggero, impalpabile e non racchiudibile all’interno di una forma data una volta per tutte. Quello che colpisce della pratica del mandala non è tanto il tempo che si impiega per la realizzazione dell’opera (spesso anni), quanto, piuttosto, il fatto che una volta che questa è ultimata il monaco, con un gesto perentorio della mano, lo distrugge.  E’ vero,  che il mandala viene cancellato, ma questa cancellazione è piuttosto il risultato di un atto creativo che non di un atto di distruzione. Con il suo gesto, infatti, il monaco si rende consapevole della fugacità di tutte le cose e di se stesso. Tanto più grande sarà stata la pazienza e l’amore profusi nella creazione del mandala, tanto più forte sarà il gesto, tanto più significato il lascito nella vita spirituale del monaco che l’ha compiuto e, in conseguenza, a tutto il mondo di cui il monaco fa parte. 
La distruzione del mandala è, allora, un atto costruttivo, la creazione artistica viene, sì, cancellata, ma ciò porta ad una produzione di senso per il monaco che lo compie. Allora vorrei riuscire a godere dell’impermanenza delle cose, delle situazioni e relazioni e vivere la pienezza dell’istante mentre accade. Qui ed ora

 

 

 

 

 

 

Perchè il fiore di loto

Si avvicina il giorno della presentazione dei percorsi di mindfulness per bambini adolescenti e genitori.

Ecco spiegata la metafora dei fiori di loto:

ll fiore di loto è un fiore bellissimo che si può ammirare ovunque perché presente in tutto il mondo, ma la sua esistenza non è così facile e piena di bellezza come si potrebbe immaginare.

A differenza di tutti gli altri fiori, infatti, quando il loto inizia a germogliare, si trova sotto l’acqua sporca di laghi o piccoli stagni, circondato da fango e melma e tormentato da pesci e insetti.

Nonostante queste condizioni, il fiore di loto si fa forza e, crescendo, sale verso la superficie dell’acqua. E’ ancora solo un gambo con alcune foglie e un piccolo baccello.

Col tempo lo stelo continua ad allungarsi e il baccello lentamente emerge dall’acquitrino. E’ allora che il loto comincia ad aprirsi, petalo dopo petalo, nell’aria pulita e nel sole. Il fiore di loto è pronto per appagare gli occhi di tutto il mondo.

Nonostante sia nato in acque torbide, scure, dove la speranza di una vita bella sembra lontana, il loto cresce, supera le avversità e, ironia della sorte, quella stessa acqua sporca che lo ha visto germogliare si pulisce man mano che esso emerge.

Quando il loto si apre, non una macchia di fango o sporcizia rimane esternamente. All’interno poi non vi è traccia dell’acqua di provenienza. E’ puro, luminoso e bello.

Le circostanze della vita non sempre sono ideali, ma il loto non smette mai di risalire attraverso le acque dell’avversità, di aprire i suoi petali e fiorire sotto il sole.

Per crescere e ottenere la saggezza, prima è necessario superare il fango, gli ostacoli della vita e la sua sofferenza, la tristezza, la perdita e la malattia.

Per ottenere più saggezza, gentilezza e compassione, pensiamo di crescere come un fiore di loto e di schiudere i petali, uno per uno.

Vi aspetto per schiudere i nostri petali e quelli dei nostri bambini e ragazzi

RIPARTIRE CON LENTEZZA

Abbiamo messo i costumi nell’armadio, i bambini hanno ripreso la scuola e possiamo permetterci di fare Pausa.

L’autunno può essere un momento molto florido dove rivolgere uno sguardo gentile all’interno di noi. Ecco allora una serie di belle novità:

GIOVEDI 28 SETTEMBRE H 1930 PRESENTAZIONE DEI PERCORSI DI MINDFULNESS PER GENITORI E DI MINDFULNESS PER BAMBINI E ADOLESCENTI

DOMENICA 8 OTTOBRE H.10 INCONTRO DI PRATICA DI BIOENERGETICA E MINDFULNESS PRESSO L’ECOVILLAGGIO DI TORRI SUPERIORE

 

La giornata del primo autunno
è senza nuvole.
Il fiume è gonfio fino all’orlo,
lava le radici degli alberi,
ondeggiati al guado…
Mi s’empie il cuore
nel volgere lo sguardo
e nel vedere il cielo silenzioso
e l’acqua che fluisce.
Sento la felicità diffondersi
semplicemente intorno,
come il sorriso sul viso d’un bambino.